jeudi 10 août 2017

TRASFIGURATI AL CONTATTO DI GESÙ



(Mt. 17, 1-9)

In questo racconto della trasfigurazione, Gesù è presentato come un nuovo Mosè: sulla montagna riceve la rivelazione di Dio; è l’amico di Dio, parla con Dio, riceve le confidenze di Dio, ci rivela la volontà di Dio; dal contatto con Dio, la sua vita è trasformata ed illuminata; diventa creatura di Dio, figlio di Dio in un modo eminente e superiore; riverbera la luce di Dio intorno a lui.

Al seguito di Gesù ed illuminati dalla sua Parola noi diventiamo luminosi. Avete mai notato le sguardo tetro e spento, i tratti duri, tesi ed incavati di certe persone che vivono solo per sè e per i soldi? Ci sono persone che non emanano nessuna gioia e nessua luce, ma solo durezza, fredezza, tristezza e repulsione, perchè dentro sono completamente spente. Sono spente perchè sono vuote. Sono vuote perchée dentro non c’è nessuna fiamma, nessun amore vero che brucia, ma solo un groviglio repellente d’egoismo e di cupidigia.

Anche noi a contatto con Gesù ci trasformiano; diventiamo luminosi; passiamo dalle tenebre alla luce; diventiamo figli della luce; capaci di spandere luce intorno a noi. Spandere luce significa fare il bene, essere buoni, gentili, caritatevoli, pronti a venire in aiuto a chi è nel bisogno; disposti, a perdonare, a mettere più amore, fraternità, giustizia nella società in cui viviamo; disposti ad essere meno egoisti ; meno centrati su noi stessi; più preoccupati per il bene del nostro prossimo e per il bene e la salute del pianeta in cui viviamo. Diventiamo più  rispettosi degli altri e più attenti e rispettosi della natura e del medio ambiente.

Una a persona è luminosa quando la bontà traspare dal sua viso. Vogliamo essere delle persone luminose, affascinanti, attraenti, con le quali si sta bene, che si vorrebbe sempre avere vicino, la cui presenza ispira simpatia, fiducia, pace e serenità ? Diventiamo come Gesù! Persone centrate su Dio, sull’amore del prossimo; diventiamo delle persone date, aperte, preoccupate del bene e della felicità di chi ci vive accanto. Il successo ed il valore della nostra esistenza consistono non nel chiudersi in noi stessi, ma nell’uscire verso gli altri; non nell’afferrare, ma nel lasciare; non nel tenere, ma nel dare; non nell’accumulare, ma nel condividre; non nell’avere, ma nell’essere. La vita ci è stata data non per tenercela, ma per darla. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà (Mt 10,39). Se tu, le tue cose, la tua vita, te le tieni strette e solo per te, non sarai nessuno, non sarai di nessuno. Ma se tu ti dai, se tu dai, se tu semini, spandi, diffondi, spartisci, doni con generosità, liberalità, con disinteresse, altruismo ed amore, allora diventerai attrazione, luce e calore per tutti.Tutti ti guarderanno con occhi pieni di riconoscenza e d’amore e tu sarai una persona trasfigurata agli occhi di tutti. Proprio come Gesù  divenne una persona trasfigurata agli occhi dei suoi amici, che lo guardavano con occhi pieni d’ ammirazione, d’affetto, al punto da dirgli: «Signore, come si sta bene in tua compagnia ! Come stiamo bene qui sul monte insieme con te! Noi piantiamo qui tre tende, perché non vogliamo più allontanarci da te ....Signore e da chi andremo? Tu solo ci dici parole che ci aiutano a vivere...!!».

La trasfigurazione vuole essere un richiamo rivolto a noi cristiani e discepoli di Gesù ad entrare in questo movimento di dono di sè che ha caratterizzato la vita del Signore. Gesù è stato un uomo che si è abbandonato totalmente nelle mani di Dio aprendo mente e cuore all’azione del suo Spirito. È stato l’uomo che, grazie appunto a questa sua straordinaria apertura a Dio, è stato capace di darsi totalmente agli altri, specialmente ai più poveri, ai più rifiutati, ai più emarginati, per alleviarne le sofferrenze, per aiutarli  a diventare delle persone più coscienti del loro valore, della loro dignità e della loro grandezza davanti a Dio. Per tutti questi poveri disgraziati, Gesù è stato luce, energia , forza che hanno contribuito a illuminare la loro vita, a tirarli fuori dal loro avvilimento e della loro sfiducia, per propulsarli nel mondo come persone che potevano ormai camminar a testa alta, fiere d’essere quello che erano, fiduciose nei loro mezzi e nelle loro possibilità, ma sopratutto sostenute dall’amore che, grazie all’insegnamento e alla parola di Gesù, sapevano che Dio nutriva verso di loro.



BM


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