dimanche 22 janvier 2017

Il regno di Dio è vicino - Mt. 4,12-23


(Terza domenica ord. A)

Finita la parentesi del Battesimo di Gesù, oggi Matteo ci fa entrare nel vivo del suo ministero. Siamo nel territorio di Zabulon e Neftali. Un territorio di frontiera, guardato con sospetto dai puri di Gerusalemme, luogo in cui si mischiavano credenze e riti, culture e lingue diverse. Gesù sale a Cafarnao ed inizia la sua predicazione in questo luogo di passaggio, di l confine, in una  regione abitata in prevalenza da pagani e da stranieri.
Gesù  è sempre così, preferisce i discoli ed i monelli ai bravi ragazzi,; esorta chi lo segue ad andare verso i meno simpatici, verso gli scomodi, i lontani, gli esclusi, piuttosto che starsene sicuri e tranquilli in casa o fra i suoi a compiacersi delle belle  certezze della propria fede.  Gesù  è così:  ama il rischio, gli piace impegnarsi a favore di chi ha bisogno,  di chi è lontano, a costo d’apparire  anticomfomista, rivoluzionario , fuori posto ;a costo d’attirarsi le critiche dei  benpensanti e delle autorità costituite ; Gesù  parte ad annunciare il Regno là dove nessuno lo aspetta  e lo desidera. 

È  così che deve essere e che deve diventare la comunità cristiana, una comunità capace di uscire dalle chiese per ridare Dio alla gente, per rivelare la presenza di Dio ed i valori dello spirito a questa società tutta presa dalla  ricerca del successo economico; a quelli  che non riescono a vedere  ed ad apprezzare  altri valori che non siano quelli immediati del benessere materiale, della carriera ,della  riuscita professionale e  personale a tutti i costi,  anche se per questo bisogna  sacrificare la fedeltà, l’amicizia,  l’onestà , la giustizia, la moralità e persino la propria  fede. La comunità cristiana deve uscire dalle chiese  per condividere con  coloro che non sono cristiani lo Spirito che Gesù   ha lasciato. La nostra fede deve uscire dalle  chiese. Dio è stanco d’ essere venerato nei tabernacoli e di non riuscire ad entrare nella nostra  quotidianità. Dio è stufo d’essere tirato in ballo soltanto  nei momenti "sacri" o nei momenti  tristi,  ed essere estromesso dai luoghi dell'economia, della politica, del divertimento e della gioia. Se la nostra comunità si incontra ogni settimana, ogni domenica nell’ascolto della parola  di  Gesù, nel ringraziamento e  nella lode, lo fa per impregnarsi dello spirito di Gesù e diventare così capace  di infonderlo e di trasmetterlo poi nel  vissuto quotidano di tutti  quelli che frequentiamo.
           
Gesù sceglie di abitare, di condividere tutto con gli abitanti pagani di Zabulon e Neftali; porta la luce, dona testimonianza a tutti, senza fare distinzioni o discriminazioni  perchè sa  che tutti sono  uguali davanti a Dio. Tutti meritano d’ essere trattati allo stesso modo. A tutti egli annuncia dunque: "convertitevi perché il Regno si è fatto vicino". Sì, è il Regno ad essersi avvicinato;  è Dio   che prende l'iniziativa. Tocca a noi accorgerci, girare lo sguardo (convertirci, appunto) per captare la sua presenza. Gesù  non esordisce con rimproveri , con esigenze  morali, con discorsi tesi  a suscitare pentimento e cambiamento di condotta, come aveva fatto  Giovanni Battista. Lui invita, fa appello alla parte migliore del nostro cuore; a quelle aspirazioni nascoste  che non hanno il coraggio di manfestarsi e di condretizzarsi   nella nostra condotta quotidiana . Lui  per primo  offre  l’esempuo, si dona,  rischia.  Dice: "Dio  ti è  vicino. Il suo  regno  è qui, è dentro di te, non te ne accorgi?". Accorgersi significa  mollare tutto, lasciar andare i molti affari, le molte cose, per recuperare l'essenziale, come Pietro, come Andrea, che abbandonano tutto per vivere a secondo lo spirito di  Gesù . Il Regno è la consapevolezza della presenza di Dio in mezzo a noi . Il Regno è là dove Dio regna, dove lui è al centro. E la Chiesa, comunità di chiamati e di discepoli è la comunità di coloro che si sono resi conto di questa presenza di Dio nel mondo  e ento di ciascuno di noi e che deve adoperarsi  per comunicare a tutti questa sua meravigliosa  scoperta : è questo il vangelo ,è questa la buona novella che noi cristiani siamo chiamati a diffondere intorno a noi!

Dio è presente, tutto può essere diverso nel mondo se gli uomini si rendono conto e vivono di questa entusiasmante certezza !

BM


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